Ispettore Ginko

Ginko nasce contemporaneamente a Diabolik, sulle pagine del leggendario primo episodio (IL RE DEL TERRORE, 1962). All’inizio la partita è soltanto fra loro due: il poliziotto e il criminale. L’ispettore si presenta subito come immagine speculare del suo avversario, il rovescio della medaglia. Destinato a essere sconfitto, certo, ma mai “perdente”. Forse proprio per questo è sempre stato un personaggio molto amato dalle sorelle Giussani e, inevitabilmente, dai lettori. Dotato di intelligenza e intuito pari a quelli del Re del Terrore, Ginko non riesce a vincere solo perché ha un nemico che gioca sporco, “bara”. Diabolik infatti utilizza tecnologie e, soprattutto, maschere di cui la polizia non può disporre. E, a differenza di Ginko, non ha leggi e regolamenti che lo limitino.

In un albo speciale a lui dedicato, GINKO – PRIMA DI DIABOLIK (Il Grande Diabolik 2005) vengono narrate la sua infanzia e gli inizi della sua carriera, ma soprattutto recuperate informazioni su episodi del passato che hanno pesantemente condizionato il carattere presente: dai drammi familiari (all’origine della sua adamantina onestà) alle infelici esperienze professionali (che ne hanno determinato la propensione ad agire in solitario); dalla sua passione giovanile per i motori (che spiega l’immarcescibile amore per la Citroen DS). Nell’episodio IL GRANDE RICATTO (1964), l’ispettore incontra la duchessa Altea di Vallenberg, destinata a diventare la sua “eterna fidanzata”... e mai niente di più. Ginko è troppo ossessionato dalla sua lotta contro il Re del Terrore per potersi lasciare andare completamente all’amore per Altea. D’altro canto, proprio perché la ama, non la vuole coinvolgere nelle proprie imprese. Sembra pensare – commettendo un grave errore di valutazione – che Altea non abbia la forza e la determinazione di Eva Kant e non sarebbe disposta a mettersi in gioco quanto lei per l’uomo che ama.

Ginko nasce  contemporaneamente a Diabolik, sulle pagine del leggendario primo episodio IL  RE DEL TERRORE, 1962. All'inizio la partita soltanto fra loro due:
il poliziotto e il criminale

Ginko è un uomo e, soprattutto, un poliziotto moralmente integerrimo ma disposto ad aggirare la legge solo nell’interesse di una giustizia superiore, arrivando persino ad allearsi con il suo acerrimo nemico. Ma saranno sempre alleanze dovute a forza maggiore, provvisorie e destinate a svanire al mutare delle circostanze.

La forza di volontà di Ginko è davvero inesauribile. Chiunque altro, dopo essere stato battuto centinaia di volte dallo stesso avversario, avrebbe rinunciato alla lotta. Ma non lui. Anche perché qualche rara vittoria va conteggiata, nel curriculum dell’ispettore. Vittoria parziale, momentanea, destinata a durare solo fino all’episodio successivo. Ma pur sempre una vittoria, che fa provare ai lettori il brivido dell’imprevisto.